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Valtidone Festival: pienone per Mattia Cigalini

notizia pubblicata in data : martedì 17 luglio 2012

Il piacentino dell'anno ha duettato con il grande Tullio De Piscopo

da Libertà del 17/07/2012

AGAZZANO -Tutte le serate targateValtidone Festival sono un po' esclusive, ma quella di domenica ad Agazzano la è stata più di altre: una grande festa. «Da trent'anni non si vedeva la nostra Piazza Europa così piena» commentava un agazzanese doc a fine serata. E anche il direttore artistico Livio Bollani e il sindaco Lino Cignatta dal palcoscenico hanno fotografato «un colpo d'occhio favoloso». Effettivamente, nella elegante cornice della piazza strapiena, l'atmosfera era eccitante: il concerto è stato premiato da una stretta calorosa. Protagonista in scena era il "nostro" giovane e virtuoso sassofonista (neo-eletto "Piacentino dell'anno") Mattia Cigalini, scortato da due godibilissimi jazzisti di prima grandezza (Andrea Pozza al pianoforte e Luciano Milanese al contrabbasso, nel giorno del suo compleanno, che gli è valso pure una divertente Happy birthday) e con la presenza alla batteria di un grande, amatissimo e sempreverde trascinatore quale è Tullio De Piscopo.
Per Cigalini, partecipare a questa quindicesima edizione del Valtidone Festival, ha significato suonare per la prima volta nella piazza del suo paese, dopo tanti palchi prestigiosi di mezzo mondo: «Una serata speciale - ha detto Mattia - perché questo luogo racchiude la mia storia. Qui ho scoperto la mia vocazione grazie alla Banda Carlo Vignola e all'Orchestra Plettro». Poi, il pensiero è andato alla madre Giovanna: «Il concerto è dedicato alla mia mamma. Mi spinse lei a studiare sax per curare l'asma». Ed ecco Mattia intonare un soffio lamentoso delicato e composto, un assolo che suona come un abbraccio setoso e incantevole. Pianissimo e fortissimo, una forza comunicativa eccezionale. Nella piazza attenta e silente, ascoltare la rievocazione di quelle note intense che Mattia dedicò alla mamma nel giorno del funerale, è stato come leggere le parole d'amore scritte nel suo cuore.
Ma tutto il concerto è stato pervadente, inebriante. Per i quattro, giusto una prova veloce nel tardo pomeriggio, poi dritti sul palco, a snocciolare una eccellente prova di stilismo hard-bop e ricerca personale. Il gruppo si è dimostrato compatto e coeso nel rileggere gli episodi migliori di Arriving soon, il disco d'esordio solista di Mattia di due anni fa, che ha letteralmente spopolato in Giappone e gli ha sin qui portato tanta fortuna.
De Piscopo ha contenuto il suo protagonismo per lasciare campo a Cigalini, ma era in gran forma e non si è certo risparmiato. La gestualità ampia, l'espressività di quel viso che sembra non invecchiare mai, l'estro, la precisione unita alla velocità, quel drumming creativo, raffinato ed efficace nella sua ponderata spettacolarità, hanno tenuto alto il ritmo dall'inizio alla fine, con il picco assoluto durante il lungo assolo-tributo al seminale batterista americano Max Roach (con cui De Piscopo ebbe modo di duettare nell'89, l'anno di nascita di Cigalini). Super Tullio: vigore, musicalità, perfezione timbrica e grande dinamismo. Ovazioni.
Tornando alla scaletta, è musica forte, tesa, quella di Arriving soon, dallo swing schioccante del brano omonimo, del celebre contraltista Eddie Vinson, al piglio romantico e sognante, spumeggiante e marciante di Wheel within a wheel del sassofonista Bobby Watson, con cui Cigalini ha avuto pure l'onore di condividere il palco; dai toni intimi della ballad autografa Se ci credi, scintillante, movimentata e cangiante, alla bella chiusura sul celeberrimo Bohemia after dark di Oscar Pettiford. Al di là del disco, magnifiche sorprese il fuoco caraibico della sgambettante Anticalypso e uno stuzzicante medley swing blues, riuscito assemblato di Bag's groove(Milt Jackson) e Now's the time(Charlie Parker).
Quanto alle esecuzioni: di Tullio, s'è detto; Milanese si è confermato una colonna portante di gran classe e ricca di groove; di Pozza, ogni prelibata diteggiatura sembrava assumere il rilievo d'un assolo, compresi gli accordi d'accompagnamento lasciati nello sfondo. Cigalini: 23 anni e una musicalità incontenibile, di bruciante necessità, sorretta da tecnica superlativa. Vola sullo spartito come un colibrì. Suadente, elegante. Si inarca, molleggia, va a suonare tra la folla. È velocissimo, spumeggiante e non mette mai una nota fuori posto.
Alla fine, pioggia di abbracci per lui, autografi per Tullio e sentiti omaggi al quartetto intero. Ennesima serata da ricordare per il Valtidone Festival.
Paolo Schiavi

 



scritto da Corrado Todeschi  Data ultima modifica 17/07/2012
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